In questo post approfondiamo il concetto di responsabilità individuale nei team di piccole dimensioni: capiremo come solo le persone completamente responsabili possano diventare parte integrante della nostra macchina organizzativa.

La responsabilità nei piccoli team

I piccoli team o le piccole aziende sono spesso composte da diversi tipi di persone: di solito ci sono i collaboratori e i dipendenti. Indipendentemente dalla distinzione “contrattuale”, mi preme esaminare le differenze “fisiologiche” di queste due tipologie di persone:

  • Collaboratori: erogano il servizio o si occupano del prodotto. Di solito non hanno un orario d’ufficio ben definito, lavorano quando c’è necessità dei loro servizi e comunque vengono pagati (a servizio prestato, a vendita, a ore, …) in base a quanto lavorano per noi
  • Dipendenti: sono sempre con noi. Spesso non sono loro ad erogare direttamente il servizio al cliente, ma ci aiutano a gestire e organizzare l’azienda (amministrazione, gestione delle leads, project management, vendita, ecc.)

Cosa significa essere responsabili dei propri compiti

In estrema sintesi una persona responsabile è quella a cui puoi dare un compito (task/ToDo) e sei certo che in un tempo definito a priori lo completerà o, alla peggio, te lo restituirà per essere aiutata a gestirlo.

Sembra una cosa ovvia… Quando faccio i colloqui ai potenziali collaboratori spiego sempre questo concetto (unito, per esempio, al concetto espresso in questo articolo), e mi sento rispondere “certo”, “è ovvio!”; come se fosse la cosa più scontata del mondo. Ma vi assicuro che, nella pratica, non lo è.

Nella pratica, molte piccole cose “passano in cavalleria”. Ma un lavoro, per essere svolto bene, ha bisogno, da parte del collaboratore, del controllo totale e puntuale di tutti i compiti che gli sono stati assegnati.

Quando le cose funzionano

Le cose possono funzionare solo se abbiamo la certezza, come capi, di poter dare un compito ad una persona e di sentirci liberi di non pensarci più perché se ne occupa qualcun’altro.

Se, ogni volta che diamo un task a qualcuno, dobbiamo crearci un secondo ToDo per sincerarci di ottenere risposta, le cose non vanno molto bene, e forse la persona in questione va rimessa sulla “retta via” o non è tagliata per essere un nostro dipendente (ciò non toglie che potrebbe essere un ottimo collaboratore – a cui si richiede un grado elevato ma minore di gestione delle responsabilità).

Autore: Saverio Barbati Stampi

Saverio Barbati StampiLaureato in Ingegneria elettronica ed esperto del mondo IT, appassionato specialista del web e intenditore di marketing, convinto sostenitore della formazione professionale, ho impostato la mia attività imprenditoriale concentrandomi sul perfezionamento dell'ambito organizzativo, al fine di ottimizzare ogni aspetto gestionale.